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Come usare la posta elettronica in pubblico senza fare brutte figureuna guida breve e facile facile, assolutamente non tecnica e valida anche per i newsgroup, per comunicare efficacemente via email, senza creare problemi agli altri utenti di Internet e senza mettersi in imbarazzo da soli.
1. PremessaPosta elettronica e newsgroup sono strumenti di comunicazione sempre piu' comuni, sia sul lavoro sia nella vita privata, ma ancora pochissime persone sanno come usarli correttamente in pubblico, cioe' nella maniera piu' efficace per ottenere o fornire le informazioni desiderate. Questo vale anche per molte persone che utilizzano quotidianamente la posta elettronica per lavoro. Scopo e modalita' d'uso di una qualsiasi mailing list pubblica sono infatti profondamente diversi da quelli dei messaggi scambiati da un gruppo chiuso di amici o colleghi, quindi certe pratiche raccomandabili o almeno innocue nel secondo caso sono un'ottima maniera per fare la figura dello sprovveduto o addirittura dar fastidio a parecchie persone senza nemmeno rendersene conto. Anche quando in ufficio si e' considerati maghi del computer. 2. Due concetti di baseInnanzitutto, anche se sono validi e utili in qualsiasi situazione, i consigli di questa guida sono necessari soltanto quando si scrive in pubblico, cioe' a mailing list o altri gruppi di persone di cui non si conoscono con certezza abitudini, bisogni e configurazione del computer. In privato (cioe' fra amici o all'interno dell'azienda)... fate pure come volete. Detto questo, il principio dietro tutti i consigli che seguono e' sempre lo stesso ed e' semplicissimo: meno tempo, soldi e fatica fate sprecare a chi riceve i vostri messaggi, meno gli darete fastidio e, di conseguenza, maggiori saranno le probabilita' che i vostri messaggi verranno letti o che riceverete tutte le risposte che sperate. In altre parole, anche se la buona educazione rimane essenziale anche su Internet, e' soprattutto nel vostro interesse usare correttamente la posta elettronica. Violare su una qualsiasi mailing list le regole che seguono e' un ottimo sistema per non ottenere nessuna risposta e fare la figura dei pivelli (se tutto va bene: in parecchi casi, purtroppo, si ricevono soltanto gli stessi consigli scritti di seguito, ma troppo tardi e in una forma molto meno educata...). Importante: quanto appena detto rimane valido anche in tutti i casi in cui spedite email a sconosciuti o comunque persone di cui non conoscete già con certezza preferenze, abitudini e risorse informatiche. 3. Cose da non fare maiQuello che segue e' un elenco in ordine sparso di pratiche da evitare tutte le volte che ci si rivolge a sconosciuti tramite mailing list, newsletter e simili. Non preoccupatevi, ci vuole molto di piu' a leggerlo che a metterlo in pratica! 3.1. Usare sistemi antispam "Challenge-Response"I sistemi antispam "Challenge-Response" o C-R per brevita', sono quelli in cui, ogni volta che uno sconosciuto vi spedisce un'email, riceve un messaggio automatico che dice piu' o meno "per confermare che sei un essere umano ben intenzionato e non un programma di spamming, visita questa pagina web o rispondi a questo messaggio: solo se lo farai il tuo messaggio originale verra' inoltrato alla persona a cui lo avevi inviato". In teoria, l'idea e' meravigliosa, tant'e' che ci sono aziende che si fanno addirittura pagare, in un modo o nell'altro, per offrirvi questo "servizio". In pratica, a meno di non essere davvero esperti e configurarli con la massima attenzione, i sistemi C-R sono il modo migliore per infastidire notevolmente i membri di tutte le mailing list a cui siete iscritti e di non ricevere piu' email da nessuno, con la possibile eccezione di qualche insulto. I motivi sono tanti e gia' spiegati in dettaglio in un'altra pagina, quindi qui bastera' un esempio per capire come ci si puo' far male in questo modo. Immaginate di aver spedito un curriculum a ufficiopersonale@qualcheazienda.it, un indirizzo che magari avrete pure configurato come "amico" nel vostro sistema C-R. Il curriculum viene trovato interessante e qualche dirigente (il cui indirizzo email non potete conoscete in anticipo, poniamo sia Liutprando.Corbelloni@qualcheazienda.it vi scrive direttamente invitandovi a un colloquio. Ora, ma davvero vi illudete che Liutprando Corbelloni, con tutto quel che ha da fare, perdera' tempo a rispondere a un'email sospetta e non richiesta (=SPAM!) solo per inoltrare un invito a un perfetto sconosciuto che magari al colloquio si rivelera' un incompetente? Non e' molto piu' probabile che vi mandi qualche accidente, vi cataloghi come spammer, butti il messaggio C-R e inviti al colloquio il prossimo degli altri 100/200 curriculum che ha in casella? Le uniche persone che si prendono la briga di rispondere a questi messaggi sono quelle a cui dovete dei soldi. Lasciate perdere i sistemi C-R. 3.2. Mandare messaggi composti in HTML o composti solo da immaginiL'HTML e' il linguaggio con cui si creano le pagine web. Alcuni programmi per la posta elettronica permettono di usarlo per scrivere email in grassetto, corsivo, a colori, con figure e cosi' via, ma...
Gli stessi rischi si corrono spedendo messaggi composti soltanto da un'immagine. Se proprio dovete spedire solo un'immagine, mandatela come allegato, invece di copiarla e incollarla nel testo.In generale, se non siete assolutamente sicuri in anticipo che tutti i destinatari di un dato messaggio possono e vogliono leggere la posta elettronica in formato HTML, spedite i messaggi come testo semplice. 3.3. Spedire testi gia' leggibili integralmente su InternetPrima o poi, a tutti capita di trovare una pagina interessante su Internet e pensare "Quest'articolo sicuramente e' rilevante per la mailing list X, ora glielo spedisco cosi' ne parliamo insieme!" In realta', spedire a liste pubbliche con archivi pubblici un intero testo gia' pubblicato su Internet e' sbagliato per almeno due motivi:
3.4. Chiedere la cancellazione da una lista... alla lista stessa!Le mailing list sono gestite in maniera completamente automatica da appositi programmi. Quando scrivete all'indirizzo della lista quei programmi provvedono a inoltrare il vostro messaggio a tutti gli iscritti. Che sono persone proprio come voi, cioe' gente che non ha nessuna possibilita' di cancellare voi da quella lista quando vi stancate di starci! Le procedure per cancellarsi da una lista sono sempre automatiche e prevedono sempre o la compilazione di un modulo su Internet o l'invio della richiesta di cancellazione ad altri indirizzi email, senza mai disturbare la lista stessa!!! Le istruzioni dettagliate per cancellarsi vi vengono inviate quando vi iscrivete: non perdetele e seguitele alla lettera quando decidete di cancellarvi. Se le avete perse, cercate l'indirizzo email degli amministratori della lista, e chiedete a loro di aiutarvi. Spedire una richiesta di cancellazione allo stesso indirizzo che avete sempre usato per inviare messaggi agli altri iscritti e' uno dei sistemi piu' rapidi per farsi la fama di poveri pivelli. Non fatelo, darete soltanto fastidio agli altri iscritti! Nessuno vi stara' a sentire e molto probabilmente l'unico riscontro che avrete saranno commenti non proprio gentili sulla vostra preparazione informatica. L'unico caso in cui e' ammissibile inviare una richiesta di cancellazione alla lista e' quando siete davvero sicuri di aver seguito alla lettera la procedura di cancellazione, questa non ha funzionato e non riuscite nemmeno a rintracciare i moderatori. A volte, ma molto raramente, capita. 3.5. Rubare i threadQuando volete iniziare su una mailing list un nuovo argomento di discussione, non fatelo mai, anche se viene naturale, replicando all'ultimo messaggio ricevuto dalla lista stessa e cambiandone il soggetto. In gergo questa pratica si chiama "rubare il thread", cioè la discussione già in corso, e facendone uso anche inconsapevolmente è molto più facile essere ignorati oppure, in casi estremi, beccarsi addirittura qualche rispostaccia seccata. Il motivo è che ogni messaggio email contiene un codice identificativo unico, chiamato Message-ID. Potete vederlo chiedendo al vostro programma di posta elettronica di visualizzare l'intestazione del messaggio. Ora, qualsiasi programma email decente, quando si replica a un messaggio, aggiunge alla risposta un'intestazione nascosta che dice "questo messaggio è una replica a quello con il Message-ID uguale a...". I programmi di posta elettronica usano tutte queste informazioni per visualizzare i messaggi nella casella di posta nella maniera più ordinata e chiara, quella indispensabile nelle mailing list in cui molte domande, risposte e controrisposte arrivano senza ordine predefinito: ovvero come un "albero" di messaggi, in cui è sempre immediatamente chiaro quale messaggio è la risposta a quale altro, indipendentemente dall'ordine in cui sono stati spediti. Questo meccanismo funziona (giustamente) indipendentemente dal soggetto di un messaggio. Di conseguenza, quando iniziate una nuova discussione replicando all'ultimo messaggio ricevuto da una lista e cambiandone il soggetto, la vostra replica viene comunque visualizzata (in qualsiasi programma email decente e in quasi tutti gli archivi di mailing list su Internet) sotto al messaggio a cui avete replicato, e non come inizio di una nuova discussione. Di conseguenza:
è per tutte queste ragioni che "rubare un thread", anche se sicuramente l'avete fatto in buona fede, non aumenta certo le vostre probabilità di avere il maggior numero di risposte possibile, prima possibile. Non rubate i thread. Se dovete replicare a una discussione, fatelo. Se dovete iniziarne una nuova, componete un NUOVO messaggio alla mailing list partendo da zero. è l'unico modo per garantire che il vostro messaggio non abbia quell'intestazione nascosta che lo lega a quello vecchio. Ci vogliono solo pochi secondi in più, ma le vostre probabilità di ottenere risposte aumenteranno molto di più. 3.6. Inviare allegati in formati proprietariVi sembrerebbe educato spedire a un amico o collega una lettera scritta con inchiostri speciali, visibili soltanto inforcando degli occhiali costosissimi? Beh, in un certo senso è proprio quello che fate ogni volta che spedite a qualcuno file creati con programmi molto costosi come Microsoft Word, Excel, PowerPoint... senza essere sicuri in anticipo che quella persona può permettersi di comprare quegli stessi programmi, o rischiare di indurla a commettere un reato, cioè installare una copia pirata di quel software. Costringere a spese superflue o a reati assolutamente inutili è particolarmente grave in un contesto educativo, cioè quando certi file vengono spediti agli alunni dalla loro scuola (=educatore...) ma il problema è generale, tant'è che esistono almeno altri Undici motivi per non inviare mai allegati Microsoft Office o comunque proprietari. 3.7. Usare gergo da SMS"cmq", "xkè", "xò"... che tristezza! Imbastardire l'Italiano potrebbe essere inevitabile quando siete costretti a comunicare in non più 160 caratteri con nove tasti microscopici. Se lo fate al computer, invece, date solo l'impressione di essere delle povere anime perse che non sanno esprimersi decentemente, altro che padroni delle nuove tecnologie. E no, "ma io ormai sono abituato così" non è una giustificazione valida, ma un problema esclusivamente vostro che a chi vi legge via Internet non interessa minimamente. A parte questo, usare questo linguaggio minorato nella posta elettronica è contro il vostro interesse perché:
3.8. Scrivere titoli o interi paragrafi tutti in maiuscoloAlcuni lo fanno perche' si illudono che in questo modo quello che scrivono sembrera' piu' importante e urgente e quindi verra' letto prima e con piu' attenzione. Altri lo fanno perche' sembra un simpatico vezzo, una cosa alla moda che ti distingue. In pratica, titoli e messaggi scritti interamente in maiuscolo vengono immediatamente cestinati, letti solo parzialmente o comunque ignorati, magari inconsciamente, quindi sono un altro buon metodo per non ottenere risposte (sempre nel migliore dei casi). Il motivo? Lettere, parole e frasi dei testi composti interamente da maiuscole sono meno riconoscibili di quelli scritti come si deve, quindi meno leggibili. Un testo tutto in maiuscolo fa fare piu' fatica, quindi stanca prima. Questo semplice fatto che istintivamente conosciamo tutti e' anche dimostrato da diversi studi scientifici:
3.9. Non andare mai a capo o non dividere il testo in paragrafiPer come e' fatto, il cervello umano fa piu' fatica a seguire e decifrare linee di testo troppo lunghe o troppo corte o pagine/schermate intere di testo senza interruzioni, cioe' senza paragrafi. Questo e' un dato di fatto che i tutti i tipografi del mondo sanno benissimo da secoli: non e' un caso se le linee dei libri normalmente hanno intorno a 80 caratteri di testo o se i giornali vengono stampati a colonne: in caso contrario la gente leggerebbe meno, perche' farebbe molta piu' fatica. E' per questo che tutte le guide dedicate a tipografia o comunicazione efficace, anche via computer, raccomandano di andare a capo e dividere sempre il testo in paragrafi brevi (chunking) (vedi anche "Il paragrafo, questo sconosciuto!" utile anche per chi volesse scrivere su Internet). Di conseguenza, se scrivete senza mai andare a capo o separare visivamente le varie sezioni di un messaggio aumentate notevolmente le probabilità che una parte notevole degli utenti di una mailing list (che in genere hanno tante altre cose da fare) si stufino prima di arrivare alla fine del medesimo. D'altra parte, non e' colpa loro se chi scriveva non ha voluto spendere quei 5 secondi in piu' che sarebbero bastati per rendere il suo testo molto piu' facile da seguire. 3.10. Violentare la punteggiatura o fregarseneMa... davvero... siete convinti che... se scrivete così... quelli che vi leggono... riusciranno a capirvi facilmente e... vi leggeranno... volentieri? Non è molto più probabile che provino l'impressione di ascoltare qualcuno affetto da asma o qualche altra malattia respiratoria, magari contagiosa, insieme a un irresistibile prurito e a un forte impulso di non leggere più quello che scrivete e di non rispondervi mai per non rischiare di ricevere risposte dello stesso tipo? Come dice Carla Lattanzi nella sua guida alla punteggiatura che consigliamo di leggere integralmente": I puntini di sospensione devono essere dosati con cautela, perché il ridicolo è sempre in agguato. Leggi in proposito lo spassoso articolo di Umberto Eco sugli sciagurati puntini di sospensione". 4. Cose da fare sempre4.1. Se usate la modalita' digest, cambiare il soggetto!C'e' chi si iscrive a una mailing list in modalita' digest, cioe' chiedendo di ricevere una sola email al giorno contenente tutti i messaggi spediti alla lista nelle ultime 24 ore. Fin qui, nessun problema per gli altri iscritti alla lista. I guai per gli iscritti ai digest cominciano quando queste persone rispondono senza cambiare il soggetto del digest. A quel punto, tutti gli altri iscritti si trovano in casella messaggi come:
che non significano niente. Questo, e il fatto che i digest rompono anche il threading dei messaggi, fa si' che parecchie persone tendano a cancellarli senza aprirli e senza farsi troppi problemi, visto che tutti i soggetti come quelli fanno solo rumore di fondo, ma almeno finiscono ordinati uno dopo l'altro, rendendone facilissima la cancellazione in blocco. Conviene quindi, se si sceglie di ricevere un digest, rimettere nel soggetto della propria replica quello del singolo messaggio a cui si risponde. Altrimenti si rischia di ricevere molte meno risposte di quante se ne vorrebbero. 4.2. Quotare come si deve
Quotare significa "citare nella propria email il messaggio a cui si sta rispondendo".
Sì, lo sappiamo benissimo che il programma di posta elettronica più diffuso negli uffici si comporta esattamente al contrario e che con tutti i colleghi o amici fate così e nessuno s'è mai lamentato, ma non ci interessa affatto. Qui si parla di posta elettronica in pubblico, su mailing list lette da sconosciuti e archiviate su Internet. In questo contesto, se quando inviate una risposta a qualche mailing list non quotate decentemente, cioè nel modo appena spiegato, vi garantirete la più cordiale antipatia (nel migliore dei casi, non è affatto insolito beccarsi rispostacce più o meno pesanti) e l'impegno a non rispondervi mai da parte dell'amministratore della mailing list e di tutti gli utenti che magari pagano la connessione a tempo. Ricordate, stiamo parlando di mailing list. Per definizione, il messaggio a cui rispondete l'hanno già ricevuto integralmente tutti gli iscritti ed è stato pure archiviato sul server. Vi sembra buona educazione e prova d'intelligenza rispedire a tutti quanti (incluso chi paga a tempo o a byte!!!) tre schermate piene di testo solo per aggiungere "sono d'accordo"? Lasciate solo quel minimo indispensabile di contesto che serve per capire a cosa state rispondendo, tanto il messaggio integrale sanno tutti dove trovarlo. Rifiutandovi di tagliare tutto il tagliabile prima di rispondere, inoltre, riempirete gli archivi della lista di copie e copie dello stesso testo, rendendo molto più difficili le ricerche nell'archivio stesso. Quanto allo scrivere la risposta sotto anzichè sopra il testo originale, ricordatevi ancora che qui si parla di mailing list. In ufficio o fra amici tutti vi conoscono di persona e sanno di che si sta parlando, quindi non gli crea problemi trovarsi la vostra risposta senza alcun contesto in cima a un messaggio. Chi vi legge via mailing list o negli archivi quasi sempre non ha la minima idea di chi siete o di cosa si stava parlando (anche se è proprio a lui che state rispondendo, è probabilissimo che abbia dimenticato la discussione, è una mailing list mica una questione urgente...). Immaginate se per strada un perfetto sconosciuto vi dicesse senza preavviso "ho fatto come dicevi, ma ancora non funziona", invece di premettere (ripeto, premettere!): "Ciao, sono quello a cui avevi dato questo consiglio per aggiornare il computer". Non vi verrebbe l'istinto di ignorarlo e tirare dritto? Di conseguenza, quando si risponde su una mailing list è sempre molto più educato ed efficace, ovvero nel vostro interesse, facilitare il compito di chi vi legge con messaggi strutturati come è sempre stato da che esiste la lingua: prima il testo a cui si risponde, dopo la risposta. 4.3. Controllate sempre a chi state effettivamente rispondendoQuando rispondete a un messaggio di posta elettronica la vostra risposta non viene necessariamente spedita all'indirizzo che vi ha inviato il messaggio originale, o comunque a quello che vi aspettate voi. L'intestazione dei messaggi email può contenere un campo nascosto chiamato "Reply-To". Quando questo campo è effettivamente presente in un messaggio, qualsiasi programma di posta predispone come destinatario delle risposte a quel messaggio, indipendentemente da chi ve l'ha spedito, tutti e soli gli indirizzi definiti da quel campo! Questa è una funzione utilissima. Configurando il vostro programma email per aggiungere ai messaggi che scrivete un campo Reply-To fatto così: Reply-To: ufficio@mia-azienda.it, personale@casa-mia.com ogni risposta a quei messaggi verrà inviata sia al vostro indirizzo di lavoro sia a quello di casa. I software di gestione mailing list possono impostare un campo Reply-To predefinito in tutti i messaggi che spediscono agli iscritti alla lista, in modo che per default le risposte dagli altri iscritti vadano:
Chi effettivamente imposta in un modo o nell'altro il campo Reply-To di una lista è l'amministratore della medesima. Quale delle tre possibilità appena elencate sia quella più efficiente, efficace ed educata è periodicamente oggetto su Internet di litigate ormai pluridecennali che qui non ci interessano. L'unica cosa importante, per evitare brutte figure con la posta elettronica, è che in pratica non esiste una sola regola ma ogni lista fa come gli pare. Di conseguenza, c'è poco da fare: dovete controllare voi cosa effettivamente appare come destinatario nel vostro programma email quando rispondete a un messaggio e modificare a mano, se necessario, quel o quegli indirizzi. Perchè farlo, vi state chiedendo? Come sempre, la risposta è "perchè è innanzitutto nel vostro interesse". Controllando a chi sta per essere inviato quello che scrivete eviterete:
Ecco un esempio sorprendemente comune del secondo caso: leggendo che l'iscritto Tizio scrive alla lista "cerchiamo di essere più pazienti con l'iscritto Caio, non si è spiegato bene", voi rispondete solo a Tizio (o almeno così credete) "per forza, ne è assolutamente incapace, qualsiasi paracarro è molto più intelligente di lui, l'altro ieri l'ho preso per il naso per mezz'ora e non se n'è assolutamente accorto". Ammesso che la vostra diagnosi sia quella giusta e che almeno Tizio debba esserne informato, è assolutamente necessario comunicarla all'intera lista? E se lo fate senza nemmeno rendervene conto, non farete più o meno la stessa figura di Caio? Nota: le funzioni di gestione mailing list di Thunderbird o altri programmi email avanzati possono semplificare notevolmente questo problema, ma non eliminarlo al 100%.
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